DOCUMENTO POLITICO

NUMERO PROGRAMMATO NAZIONALE

Allo stato attuale l’accesso all’università in Italia è basato su due sistemi coesistenti: il sistema d’accesso a numero chiuso nazionale, introdotto con la legge n. 264/1999, che disciplina l’accesso ai corsi di laurea in Medicina e Chirurgia ed Odontoiatria, Medicina Veterinaria, Architettura ed Ingegneria Edile, Professioni Sanitarie e Scienze della Formazione Primaria- A questo si affianca il sistema ad accesso programmato a livello locale, previsto per il resto dei corsi di studio dell’Ateneo di Palermo. La legittimazione di tali barriere all’accesso locale, seppur in maniera molto approssimativa, trova giustificazione nella stessa legge 264/1999, in cui il legislatore ha indicato la possibilità di prevedere dei limiti all’accesso in tutti quei corsi di laurea “per i quali l’ordinamento didattico preveda l’utilizzazione di laboratori ad alta specializzazione, di sistemi informatici e tecnologici o comunque di posti di studio personalizzati”; il contenuto della legge 264, dunque, dà una definizione talmente vaga che di fatto ha lasciato una certa discrezionalità ai rettori di volta in volta di inserire il limite d’accesso anche per quei corsi di laurea che in alcun modo rispondono alle indicazioni del legislatore.

La scelta dell’apposizione di barriere all’accesso a livello nazionale è stata da sempre giustificata come l’unico strumento in grado di far fronte alle direttive dell’Unione Europea, consistenti nella richiesta, ai Paesi membri, di un’armonizzazione dei corsi di laurea indicati, specie per i corsi di Medicina e Chirurgia ed Odontoiatria, al fine di garantire un’alta qualità della formazione degli iscritti ai suddetti corsi, indistintamente dal Paese di formazione dello studente. Tale richiesta mira a dare la possibilità ai neo laureati di potere esercitare la propria professione anche fuori dal Paese d’origine, sempre all’interno dei confini dell’Unione Europea, nel rispetto del principio della libera circolazione dei cittadini europei.

Il limite all’accesso al corso di Medicina e Chirurgia si è innestato su una preesistente concezione culturale la quale vede nella professione medica un alto livello di desiderabilità e rilevanza culturale, oltre che un’occupazione sicura e fruttuosa che ha avuto come conseguenza immediata una maggiore attrattività del corso specifico. Gli ultimi due anni del corso di Medicina e Chirurgia, sono stati caratterizzati, a causa di irregolarità oggettive durante lo svolgimento dei test, da una serie di ricorsi che hanno avuto come conseguenza una iscrizione in sovrannumero di studenti nei corsi di Medicina e Chirurgia, Odontoiatria e Formazione Primaria. L’ateneo di Palermo ha ammesso al primo anno del corso di studi di Medicina dell’A.A. 2014/2015, in seguito ad una sentenza emessa dal Tar, circa 500 studenti rispetto ai già 400 previsti dal bando emanato, i quali sono stati suddivisi in ben 5 canali prevedendo così l’adozione di misure di emergenza. L’esubero di studenti ammessi con riserva ha messo a dura prova le risorse, sia in termini di strutture che in termini di risorse umane, del nostro ateneo il quale, in un primo momento, ha dovuto ovviare con una serie di immatricolazioni dislocate tra dicembre e marzo, ed in seguito ha dovuto sopperire con l’attivazione di cicli di lezioni “in ritardo”, rispetto a chi aveva già iniziato l’anno accademico a fine ottobre, in modo da poter garantire a ciascuno studente iscritto il diritto allo studio. Il che ha determinato difficoltà nella gestione degli esami e ha determinato persino una riduzione di appelli rispetto al numero minimo stabilito dal regolamento didattico d’Ateneo. Purtroppo la carenza di aule abbastanza capienti ha determinato l’adozione di metodiche quali le lezioni in videoconferenza tra più aule e con un singolo docente presente in aula, a discapito della qualità della didattica ma anche del rapporto docente-studente, creando non poche difficoltà durante lo svolgimento delle lezioni. In una nostra passata elaborazione contro il numero chiuso abbiamo più volte ribadito come il numero di docenti disponibili in ateneo per le discipline dei vari settori scientifici, ma non specifici per l’ambito medico, fosse adeguato, rispetto al numero di studenti cui destinare le lezioni di primo anno. Se tale ragionamento è vero per la Chimica, piuttosto che per la Fisica o l’informatica, non si può estendere lo stesso discorso agli ambiti medici e clinici dove invece il corpo docenti sicuramente è molto più esiguo. L’ultimo anno in particolare ha messo in evidenza la carenza di docenti Ordinari o Associati per varie cattedre peculiari di indirizzo quali Istologia, Anatomia, Biochimica e Fisiologia principalmente, a causa dei rigidi criteri per poter intraprendere la carriera di docente universitario, nonostante l’elevato numero di laureati nei vari settori disciplinari. Benchè siano stati banditi diversi contratti a tempo determinato, tramite gazzetta ufficiale, che non hanno avuto alcun partecipante, e nonostante l’impiego di ricercatori sottratti dal loro campo per sopperire alle mancanze di docenti (malgrado la poca o nulla esperienza di molti nel relazionarsi con un pubblico di studenti), il corso di Studi di Medicina è riuscito a gestire con non poche difficoltà l’emorragia di studenti ammessi negli ultimi due anni, inaugurando anche con esagerato ritardo rispetto alle esigenze, un’aula più capiente dedicata agli studenti di Medicina e sicuramente non senza qualche polemica da parte nostra e degli studenti usufruenti. Quest’anno, in via per così dire preventiva in vista di eventuali altri ricorsi, si è avuto un effetto di ulteriore chiusura da parte del Ministero e da parte dei singoli atenei con una ulteriore diminuzione dei posti disponibili nella sede di Palermo, la quale ha dichiarato un totale di 300 posti, 100 dei quali riservati al polo di Caltanissetta.

Sicuramente un ateneo in sofferenza come il nostro, soprattutto con un Policlinico universitario in piena ristrutturazione che priva i corsi della Scuola di Medicina e Chirurgia di aule e reparti per i tirocini, auspicherebbe da parte del Ministero un investimento di risorse volte sia a rinnovare e ampliare gli spazi disponibili, sia a rimpinguare il corpo docenti che a lungo andare diventerà la prima causa di chiusura di diversi corsi, considerando soprattutto l’età avanzata della maggior parte dei docenti Ordinari delle discipline dei settori medico-scientifici. Il concatenarsi di eventi che si è scatenato, con un effetto domino, in seguito ai due anni di ricorsi, non è che la punta dell’iceberg in un sistema in cui mancano gli investimenti e mancano gli incentivi per poter sostenere un Ateneo grande come il nostro e che, in base agli ultimi dati, continua ad essere il fanalino di coda in termini di qualità e garante di servizi per il diritto allo studio.

Diversa è la situazione per gli altri corsi di laurea a numero chiuso su scala nazionale quali Architettura e Scienze della Formazione Primaria, i quali, nonostante sia previsto il limite all’accesso su base nazionale, ogni anno accolgono un numero di studenti il cui numero si rivela di poco superiore al numero di posti banditi dalle università. Proprio nell’A.A. 2015/2016, il numero di studenti iscritti al corso di Architettura nell’Ateneo di Palermo è risultato addirittura inferiore rispetto al numero dichiarato sul bando d’accesso, ragion per cui riteniamo sia a dir poco inutile mantenere un limite all’accesso per questo specifico corso. La vera natura del meccanismo del numero chiuso, non è altro se non una necessità puramente ordinistica ed economica per mantenere artificiosamente basso il numero di laureati in queste discipline,e mantenere così il controllo su una buona fetta del mercato del lavoro, ingente e superiore, a detta degli ordini delle professioni e rispetto a quanto accade negli altri sistemi ordinistici.

NUMERO PROGRAMMATO LOCALE

La programmazione degli accessi al livello locale ha poi trovato, nel nostro Ateneo, piena attuazione su buona parte dell’l’offerta formativa. Ormai diversi corsi di laurea triennale prevedono un test d’accesso per le aspiranti matricole. Negli ultimi anni la nostra Associazione si è resa protagonista in un attento lavoro di analisi e proposta rispetto al sistema d’accesso, con particolare riferimento alla macchina dei test d’accesso.

Se in questa direzione un ottimo passo avanti è stato costituito dall’accorpamento dei test d’ingresso per area disciplinare (prima era necessario pagare un MAV di 50€ per ogni test d’ingresso), con la promessa mantenuta del Rettore di accorparli per Scuola; il sistema d’accesso ai corsi triennali di UNIPA continua a soffrire per le farraginose procedure amministrative che a questo si accompagnano (gli scorrimenti sulle graduatorie d’accesso vanno avanti fino alla fine dell’inverno non consentendo all’Ateneo di valutare in maniera definitiva i dati sulle iscrizioni) e sono ancora diversi i corsi in cui, a fronte dello svolgimento del test d’ingresso, il numero di partecipanti non riesce nemmeno ad eguagliare quello dei posti messi a bando.

Se da un lato è senz’altro possibile ripensare le procedure amministrative nella direzione di garantire maggiore efficienza e trasparenza sullo scorrimento delle graduatorie, sulla programmazione degli accessi l’Università di Palermo si trova schiacciata tra previsioni normative nazionali apertamente in contrasto. La legge 264 del 1999 prevede la possibilità di programmare gli accessi (per i corsi non programmati al livello nazionale) solo per quei corsi in cui ci siano conclamate esigenze di limitazione dei posti derivanti da tirocini presso enti terzi o laboratori ad alta specializzazione. Secondo questa previsione non dovrebbe essere possibile la programmazione degli accessi su quei corsi che, non prevedendo laboratori ad alta specializzazione, contengono tirocini non professionalizzanti o comunque con crediti “intercambiabili” o da svolgersi presso qualsiasi azienda convenzionata con UNIPA. Dall’altro lato le disposizioni in materia di qualità della didattica e accreditamento dei corsi dell’offerta formativa prevedono limitazioni molto restrittive rispetto al rapporto massimo tra “cattedre” del corso e numero di studenti che a questo possono iscriversi. La conseguenza immediata dello sforamento di tale soglia sarebbe il mancato accreditamento del corso da parte dell’Anvur con conseguente disattivazione dello stesso.

E’ chiaro come questa sia l’ennesima strada senza uscita che il totale menefreghismo della politica rispetto alle questioni universitarie ha prodotto negli ultimi anni. Da un lato si sotto-finanzia il sistema non consentendo agli Atenei (e a quelli del Sud in particolare) di potere programmare il proprio reclutamento in maniera congruo rispetto alle richieste degli studenti e all’offerta formativa, dall’altro si impostano approssimative previsioni in tema di qualità della didattica (ricordiamo che l’Anvur non ha ricevuto l’accreditamento tra gli enti di valutazione europei) che costringono gli Atenei ad una programmazione scellerata degli accessi.

Il numero chiuso pesa anche sugli studenti che decidono di intraprendere un percorso vicino didatticamente a quello medico. Chiaro è infatti che la stragrande maggioranza dei candidati ai test di Medicina e Chirurgia ripieghi, in caso di esito negativo, in corsi inerenti le scienze della vita, Biotecnologie e Scienze Biologiche in primis. Questo fenomeno aggrava ancor di più il limite all’accesso al sapere, poiché spesso questi corsi si trovano pieni di studenti che sognano qualcosa di diverso e che tolgono la possibilità a chi realmente è interessato a questi ambiti. Ciò produce un effetto a cascata in più corsi, via via più “distanti” dalla medicina, con aule a volte semivuote e con una buona parte di studenti insoddisfatti della propria situazione, producendo un abbassamento della qualità della didattica.

A partire dal mese di maggio del 2015, come effetto conseguente al nostro confronto tramite gli organi superiori ed i rappresentanti con il Rettore, si è assistito ad una apertura di numerosi corsi delle ormai ex facoltà di economia ed ingegneria con un test preliminare (senza numero programmato) con una soglia minima di punteggio superata la quale tutti coloro i quali risultavano idonei potevano presentare una istanza di pre-immatricolazione evitando quindi di sottoporsi a test dello stesso ambito durante il successivo mese di settembre.

La consistente riduzione di iscritti presso il nostro ateneo, e le continue pressioni da parte del sindacato studentesco, hanno portato ad un cambio di direzione per molti corsi di laurea afferenti alle varie scuole (eccetto che per i corsi della Scuola di Medicina e Chirurgia), con conseguente risposta positiva da parte dei candidati ai test.

Oltre alle lauree triennali sono stati aperti anche corsi delle lauree magistrali, dando quindi la possibilità a chi aveva già completato il primo ciclo di studi, di proseguire senza selezioni preliminari basate su un quiz a risposta multipla ma basandosi su criteri quali esami, valutazione del curriculum e colloquio.

Altro fenomeno, già noto da qualche anno ad UNIPA, è stata la manifestazione di interesse (ormai “istanza al rettore”) attraverso cui l’ateneo mette a bando i posti rimasti vacanti in seguito ai tre scorrimenti previsti per ogni corso, concedendo la possibilità anche a chi non ha provato a cimentarsi con un test, e quindi senza il pagamento di un Mav, di accedere ad un corso di laurea sia a numero programmato che ad accesso libero. L’istanza di manifestazione d’interesse che fino all’anno scorso prevedeva un’unica opzione di scelta, quest’anno ha permesso di poter indicare ben due opzioni: una per un corso a numero programmato ed una per un corso ad accesso libero. La graduatoria, da bando, viene stilata tenendo conto di tre criteri principali i quali danno priorità in primis a chi ha fatto il test per quel corso, in secondo luogo per chi ha fatto un qualsiasi altro test d’accesso e infine il terzo criterio permette a chi non ha partecipato ad alcun test di inserirsi in graduatoria con la sola valutazione del voto di maturità. La scelta meritocratica (e politica) adottata dall’ateneo ha sicuramente creato dei vantaggi sia per coloro i quali si sono visti esclusi dalle graduatorie dei corsi ancora ad accesso limitato, sia per chi invece ha considerato una eventuale carriera universitaria all’ultimo secondo.

Nonostante l’università di Palermo sembri aver recepito la necessità di rivalutare la propria offerta formativa e le modalità di accesso ai corsi di laurea, il nostro impegno continuerà nella direzione di migliorare quanto più possibile il sistema d’accesso al livello locale, consapevoli che quello dei test e delle immatricolazione è un momento cruciale per l’immagine e l’impressione che i nuovi studenti hanno della nostra Università e della sua macchina organizzativa.

Non abbiamo d’altro canto intenzione di rinunciare alla nostra battaglia contro un Ministero che legifera in maniera approssimativa e con stratificazioni dannose per il funzionamento degli Atenei. Anche grazie alla nostra realtà nazionale ci impegneremo per una regolamentazione più seria della normativa in materia di programmazione degli accessi e di valutazione della didattica.

LA NOSTRA BATTAGLIA CONTRO IL NUMERO CHIUSO AD UNIPA (in aggiornamento)

PRESENTAZIONE RICORSO INTERNO AD UNIPA

Il 19 Settembre 2017 l’UDU Palermo – Unione degli universitari ha convocato una conferenza stampa per dare seguito al provvimento cautelare emanato dal TAR Lazio nei confronti dell’Università Statale di Milano, con il quale ha sospeso tutti i provvedimenti istitutivi del numero chiuso locale in diversi corsi di studio di area umanistica; e del Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca, con il quale ha sospeso tutti i decreti ministeriali relativi all’autovalutazione, valutazione ed accreditamento, nonché quelli che costringevano le università ad imporre la programmazione locale a causa della numerosità e quindi del rapporto docenti-studenti. Questo provvedimento cautelare, proprio perchè avente ad oggetto dei decreti ministeriali validi in tutta Italia, avrà delle ripercussioni anche in tutti gli altri Atenei italiani che, al pari di Milano, impongono il numero chiuso locale in corsi di studio che non presentano i requisiti richiesti dall’art. 2 della legge 264/1999.

Di seguito riportiamo quanto detto in conferenza stampa (VIDEO):

Ad oggi l’Università degli Studi di Palermo presenta ancora 39 corsi a numero programmato locale (per chiarezza, tutti tranne Medicina, professioni sanitarie, formazione primaria e architettura). Tra questi ancora qualcuno presenta un numero di richieste inferiore rispetto al numero di posti messi a bando, mentre altri – spesso perchè visti come possibili alternative al corso di studi preferito – presentano un numero di richieste enormemente elevato rispetto al numero di posti. I dati diffusi dall’Università non tengono conto però di quelle migliaia di studenti che sono già immatricolati in un corso di studi dell’Ateneo utilizzato solo come ripiego e che, non aspettano altro che Settembre per riprovare ad entrare nel corso di studi preferito. Questi studenti, infatti, sono in buona parte coloro che, nella migliore delle ipotesi, effettuano un passaggio da un corso ad un altro; e, nella peggiore delle ipotesi (quindi quella in cui non riescano a superare nuovamente il concorso), solo coloro che rimangono controvoglia all’interno dei corsi in cui sono già immatricolati, ritrovandosi anche fuori corso con il passare degli anni, con tutte le conseguenze del caso per loro stessi e per l’Ateneo.

A Palermo, riconosciamo all’Amministrazione d’Ateneo la volontà di percorrere la strada che porta sempre più verso l’apertura dei corsi di studi, dimostrata con l’aumento dei corsi ad accesso libero e, di conseguenza, degli immatricolati. Tuttavia, nella maggior parte dei casi ci si è limitati ad eliminare la programmazione di quei corsi di studio per i quali il numero dei candidati era inferiore al numero dei posti disponibili, evitando di fatto solamente la formalità del test d’ingresso: una scelta razionale ma oggi non più sufficiente.

Sulla scia di quanto avvenuto a Milano (in cui i numeri erano più o meno simili), l’UDU Palermo ha deciso di far parte di un #Effettodomino che vuole portare all’abbattimento delle barriere poste per l’ingresso all’Università, e di promuovere un’azione politica e legale forte e decisa nei confronti di un sistema di accesso all’istruzione superiore che non può più permettersi di essere esclusivo, anche e soprattutto se li leggono i dati sempre più sconfortanti dei laureati italiani e, in particolare, siciliani. Vista, tuttavia, la situazione particolare del nostro Ateneo, che vede il proprio Rettore impegnato in una competizione elettorale regionale e che comunque – come prima detto – su questo tema ha sempre mostrato grande sensibilità, abbiamo preferito – in accordo con la nostra struttura nazionale e con le altre basi – evitare di ricorrere subito dinanzi ad un giudice amministrativo, presentando ufficialmente oggi un ricorso interno per il ritiro in autotutela dei provvedimenti istitutivi del numero chiuso in tutti i corsi di studio a numero programmato locale di UNIPA che non prevedono nella propria offerta formativa la presenza di “laboratori ad alta specializzazione” o di “posti-studio per studente”, che giustificherebbero la limitazione degli accessi. Questo ricorso ha un duplice valore: uno giuridico e uno politico.

Con questo, infatti, l’UDU dimostra di non avere alcuna intenzione di causare un danno all’Ateneo palermitano e alla sua comunità accademica, ma anzi vuole chiedere all’Amministrazione di combattere insieme una battaglia di civiltà contro un sistema universitario nazionale che, in tutte le sue sfaccettature, danneggia sempre più gli Atenei e le comunità accademiche del Sud Italia.

Oggi, vista la sospensione dei decreti ministeriali sull’accreditamento, noi chiediamo all’Ateneo di Palermo di lanciare un segnale forte a tutta l’Italia, ritirando tutti quei provvedimenti che – se impugnati davanti ad un giudice – verrebbero considerati illegittimi e lesivi del diritto allo studio di centinaia e centinaia di studenti.

Chiediamo quindi di non palesare, tramite la pubblicazione delle graduatorie, la selezione illegittima dei “più capaci e meritevoli” e di permettere a tutti di immatricolarsi “con riserva”, ridefinendo le offerte formative, razionalizzando l’impegno dei professori per rientrare nei punti organico, e richiedendo insieme a noi maggiori investimenti in termini di FFO in vista della pronuncia di merito del TAR Lazio.

Siamo comunque consapevoli che, per fare ciò, dovrà essere presa una decisione importante e coraggiosa, che probabilmente non farà contento chi preferisce un sistema sempre più chiuso e selettivo. Per questo motivo siamo anche a disposizione per affrontare, con una posizione costruttiva, tutti i possibili problemi organizzativi che ci saranno da affrontare. Tuttavia, in caso di diniego espresso o tacito (attraverso, per esempio, la pubblicazione delle graduatorie) del nostro ricorso, siamo pronti ad avviare dei ricorsi collettivi contro UNIPA dinanzi al giudice amministrativo.

RACCOLTA ADESIONI PER RICORSI COLLETTIVI CONTRO UNIPA

In seguito al ricorso interno presentato dall’UDU – Unione degli universitari all’Università degli studi di Palermo per il ritiro in autotutela dei bandi di concorso 2017/18 con i quali è stato istituito il numero programmato locale in 39 corsi di studio della Scuola Politecnica, della Scuola delle Scienze Umane e del patrimonio culturale e della Scuola di Scienze di base, siamo stati ricevuti dal Prorettore Vicario, Prof. Mazzola, e dal Prorettore alla Didattica, Prof.ssa Auteri.

E’ stata ribadita la nostra richiesta originaria, che – visto il momento particolare che si trova ad affrontare il nostro Ateneo – questa è stata rigettata in quanto ritenuta troppo onerosa ed impegnativa per l’Amministrazione.

Durante l’incontro è stato chiesto anche di rivedere insieme l’offerta formativa in vista dell’anno accademico 2018/19, mettendo in evidenza tutte le criticità presenti attualmente. Abbiamo dimostrato in prima battuta come per moltissimi corsi di studio debba essere consentito il libero accesso per mancanza dei requisiti previsti dalla legge n.264/99 oppure per la presenza di una domanda inferiore rispetto al numero di posti messi a bando. E’ stato evidenziato come sia possibile, attraverso l’accorpamento di alcuni corsi simili o la soppressione di corsi con un numero eccessivamente esiguo di iscritti, ottenere una maggiore disponibilità dei punti organico (e quindi di docenti) utile per eliminare le barriere all’accesso nei corsi più richiesti. Abbiamo convenuto, insieme all’Amministrazione, come sia necessario e possibile rivedere i criteri di assegnazione dei punti organico tra i vari dipartimenti, ridistribuendo quindi in maniera più omogenea il numero di docenti, al fine di dare le giuste risposte alle richiesti degli studenti che intendono immatricolarsi nell’Ateneo palermitano.

L’Amministrazione d’Ateneo ha manifestato comunque l’intenzione di avviare con noi un tavolo tecnico – anche in presenza dei delegati alla didattica delle singole Scuole – per analizzare singolarmente i corsi di studio e procedere verso una apertura quasi totale della nostra Università per l’anno prossimo, ma non quella di accogliere il nostro ricorso interno per l’anno corrente.

Come precedentemente annunciato, pertanto, in seguito alla pubblicazione delle graduatorie abbiamo deciso di iniziare a raccogliere le adesioni per presentare eventualmente dei ricorsi collettivi dinanzi al giudice amministrativo, impugnando le singole graduatorie senza, tuttavia, richiedere il risarcimento del danno per gli studenti, in modo tale da non arrecare un danno economico all’Ateneo e poter utilizzare queste risorse per sopperire eventualmente alle necessità che potrebbero essere affrontate in caso di accoglimento.

Attenderemo la pubblicazione di tutti gli scorrimenti per valutare il deposito ufficiale del ricorso. Ciò permetterà di capire in quali corsi sarà possibile ottenere un provvedimento risolutorio da parte dell’Ateneo e in quali, invece, sarà necessario chiedere una pronuncia del Tar per far riconoscere il diritto allo studio di tutti gli studenti. I ricorsi che eventualmente presenteremo tuttavia NON avranno efficacia erga omnes, quindi solo chi li sottoscriverà potrà giovare di una possibile pronuncia positiva del giudice.

Per questo motivo chiediamo a tutti gli studenti di aderire, già da adesso, al nostro ricorso, di partecipare alla nostra fotopesta nostra campagna.

LA NOSTRA BATTAGLIA CONTRO IL NUMERO CHIUSO A LIVELLO NAZIONALE (IN AGGIORNAMENTO)
COMUNICAZIONE AVVOCATO BONETTI SU RICORSI 2017

Di seguito la comunicazione dell’avv. Michele Bonetti in merito ai ricorsi 2017:

“Carissimi, sono state appena pubblicate le graduatorie per i corsi di laurea a numero chiuso. Per quanto riguarda l’eventualità di inoltrare ricorso al TAR e al Presidente della Repubblica, da proporsi rispettivamente nei termini di 60 e 120 giorni dalla prima pubblicazione delle graduatorie, l’Unione degli Universitari ritiene opportuno dare delle prime indicazioni alla luce della situazione delineatasi.

L’UDU non ravvede, allo stato, le condizioni per avanzare un Maxi Ricorso. Invitiamo alla massima prudenza gli studenti, considerando le spese legali attive e di soccombenza per un ricorso che, allo stato attuale, sembra avanzabile solamente per casi particolari e comunque per punteggi, all’esito degli scorrimenti, prossimi all’ingresso.

I motivi di eventuali ricorsi da avanzare, e rispetto alle quali manifestiamo perplessità per l’orientamento della giurisprudenza, concernono eventualmente domande sbagliate, posti rimasti liberi presso determinate sedi, mancato rispetto delle prescrizioni per gli studenti diversamente abili, DSA, discalculi, ecc, nonchè l’ipotesi di alcune domande copiate dai cosidetti “libroni” di preparazione per i quiz, ma tale ultima questione dovrà essere vagliata con estrema prudenza e attenzione e caso per caso. Sul punto a marzo era stato accolto un ricorso collettivo UDU dello scorso anno ma trattasi di ammissione con riserva rivedibile da parte del TAR, per cui resta sconsigliato proporre un ricorso unicamente su questo punto.

Diverso è il caso di Professioni Sanitarie per il Test Cineca ove è possibile dimostrare il superamento della cosidetta “prova di resistenza” avanzando l’ipotesi di aver ottenuto un punteggio utile all’ammissione presso altre sedi. Queste ipotesi, elencate a titolo meramente esemplificativo, dovranno essere sempre attentamente valutate e di persona, non essendo necessariamente idonee alla proposizione di un ricorso giurisdizionale.

Per quanto concerne i noti fatti di Napoli, l’Unione degli Universitari sta seguendo le indagini difensive per il tramite dell’Avv. Michele Bonetti e ci riserviamo di costituirci parte civile. Pertanto per la possibilità di ricorrere in merito a tali accadimenti riteniamo più che opportuno attendere gli sviluppi delle indagini al fine di appurare l’entità e la veridicità degli illeciti commessi e solo all’esito sciogliere la nostra riserva.

Vi invitiamo a contattarci alla email ricorsi@unionedegliuniversitari.it”

 

INFORMAZIONI UTILI

FAQ NUMERO CHIUSO LOCALE

RISPONDIAMO ALLE TUE DOMANDE!

 

CHE COSA CHIEDIAMO? Attraverso il ricorso, chiediamo la rivisitazione del sistema di accesso all’Università degli Studi di Palermo da parte dell’Amministrazione d’Ateneo e, nello specifico, il libero accesso a tutti i corsi a numero chiuso locale che non rispettano la legge 264/1999.

QUALI SONO GLI OBIETTIVI? L’obiettivo  principale è quello di far cadere il sistema dell’accesso programmato e di ottenere l’accesso libero all’università o comunque di far immatricolare in sovrannumero tutti i ricorrenti dell’UDU, come già accaduto in altri Atenei.

 

IN SEGUITO ALLA PUBBLICAZIONE DELLE GRADUATORIE, COSA SUCCEDERA’? Visto che l’Amministrazione ci ha chiesto il tempo di valutare la situazione dopo tutti gli scorrimenti, abbiamo deciso di iniziare a raccogliere le adesioni per presentare eventualmente dei ricorsi collettivi dinanzi al giudice amministrativo nel caso in cui non dovesse essere garantito il libero accesso agli studenti.

 

SE SI DECIDESSE DI FARE RICORSO, COSA SUCCEDEREBBE? Attraverso i contatti che verranno raccolti, tutti gli studenti potranno essere aggiornati in tempo reale su eventuali sviluppi. Se si decidesse di procedere con il deposito del ricorso al TAR, tutti gli studenti verrebbero contattati per sottoscrivere la procura all’Avv. Michele Bonetti ed essere rappresentati in giudizio.

 

A CHI SAREBBERO RIVOLTI I RICORSI? I ricorsi sarebbero rivolti a tutti gli studenti contrari al numero chiuso che abbiano partecipato ai test relativi ai corsi di studio a numero programmato locale della Scuola Politecnica, Scuola Scienze Umane e Scuola delle Scienze di e Applicate per l’a.a. 2017/2018. Vi chiediamo però, anche al fine di valutare ogni situazione di compilare con attenzione la scheda UDU sul numero chiuso (sotto allegata) e di seguire attentamente le istruzioni per l’adesione sotto riportate.

I RICORSI SERVIREBBERO PER ANNULLARE LE GRADUATORIE? No! L’UDU non chiede l’annullamento delle graduatorie, ma l’ammissione in sovrannumero di tutti i ricorrenti. Riteniamo infatti che non si debba pregiudicare il sacrificio di tanti studenti, dopo tanto studio, hanno visto coronare il proprio sogno. Vogliamo piuttosto estendere il diritto di studiare nel corso di laurea ad ognuno più congeniale al maggior numero di studenti possibili.

 

IL RICORSO AVREBBE UN’EFFICACIA ANCHE PER CHI NON LO DOVESSE SOTTOSCRIVERE? NO! Il ricorso NON avrebbe efficacia “erga omnes”, ma solo per i ricorrenti. Quindi è necessario diffondere la notizia e coinvolgere tutti gli interessati.

 

QUANTI RICORSI SI FAREBBERO EVENTUALMENTE? In seguito ad un’attenta valutazione, potremmo presentare un ricorso per ogni corso in cui vi sia un’assenza di “laboratori ad alta specializzazione” o dei “posti studio personalizzati” e che presenta un numero maggiore di richieste rispetto al numero dei posti disponibili.

ATTENZIONE: Non è detto, tuttavia, che si presentino ricorsi per tutti i corsi di studio a numero chiuso locale.

 

IL MIO CASO… 

CASO 1: Ho fatto un test (o più test) per i corsi a numero chiuso locale (es. uno per la scuola politecnica e/o uno per la scuola di scienze di base) ma non sono entrato in nessun corso da me scelto. Cosa devo fare? Devi scegliere il corso (o i corsi) che vuoi frequentare e compilare l’adesione (o le adesioni) per il ricorso (o i ricorsi) che vuoi sottoscrivere. Per ogni corso fa compilata un’adesione ed, eventualmente, sottoscritto un ricorso diverso.

CASO 2: Ho fatto un test (o più test) per corsi a numero chiuso locale (es. uno per la scuola politecnica e/o uno per la scuola di scienze di base) e sono entrato in un corso che non rappresenta la mia priorità. Cosa devo fare? Intanto, per sicurezza, ti consigliamo di immatricolarti nel corso in cui sei entrato (anche se a numero aperto). Poi, potrai compilare l’adesione (o le adesioni) per il ricorso (o i ricorsi) relativo al tuo corso di studi preferito e attendere la pronuncia del giudice.

 

QUALI SONO LE TEMPISTICHE? 1) Le adesioni verranno raccolte fino alla pubblicazione dell’ultimo scorrimento pubblicato da UNIPA per il corso di studi al quale si è interessati. 2) Gli eventuali ricorsi verrebbero presentati non oltre l’1 dicembre 2017. 3) Una prima pronuncia cautelare – utile per ottenere un’ammissione con “riserva” – potrebbe arrivare 40 giorni dopo la presentazione del ricorso. 4) La pronuncia definitiva di merito – utile per ottenere un’ammissione definitiva – arriverebbe, invece, durante il secondo semestre dell’a.a. 2017/18.

I ricorrenti rischierebbero quindi di perdere una buona parte dell’anno accademico pur di entrare nel corso preferito. In tal caso, per l’anno accademico 2018/19 potranno iscriversi al secondo anno part-time e recuperare il tempo perso a causa di un sistema di accesso all’università ingiusto.

 

COSA SI DEVE FARE PER ADERIRE AI RICORSI COLLETTIVI?

  1. Si deve leggere l’articolo pubblicato sul sito www.udupalermo.it relativo al numero chiuso locale.
  2. Si devono leggere le FAQ, in modo tale da avere maggiori informazioni.
  3. Si deve, eventualmente, contattare i responsabili o presentarsi nella nostra Aulazero (ed. 7, Viale delle Scienze) per chiedere ulteriori chiarimenti.
  4. Si deve compilare il modulo di adesione.
  5. Si deve diffondere la campagna affinchè vi sia un’adeguata rilevanza mediatica del problema del numero chiuso. E’ importante contattare tutte le persone interessate e aderire alla fotopetizione online, facendosi una foto con un foglio con su scritto “NO AL NUMERO CHIUSO AD UNIPA!”condividendola sui social network, taggando la pagina UDU Palermo e la pagina dell’Università degli Studi di Palermo, e inviandola sulla nostra pagina Fb. La giusta pubblicità permetterebbe di far aderire molti più studenti e di dare maggiore peso al ricorso collettivo.
BANDI E GRADUATORIE

Per iscriverti a un corso ad accesso programmato locale o nazionale dovrai sostenere un test.

Per conoscere le modalità di svolgimento dei test, le date e le procedure di iscrizione consulta i BANDI 2017/2018.

Ulteriori informazioni sui passaggi da seguire per iscriverti ai test sono disponibili nelle sezioni dedicate ai TOL, ai TOLC e ai corsi ad accesso programmato nazionale.

Dopo avere svolto i test (e, per le prime II sessioni, dopo aver presentato l’istanza UniPa), consulta la graduatoria per verificare la tua posizione e se sei di rientrato all’interno del numero dei posti disponibili procedi con limmatricolazione.

Se non sei rientrato tra i vincitori consulta la pagina relativa agli scorrimenti e verifica la tua posizione all’interno delle graduatorie elaborata in base all’ordine di priorità da te indicato.

PagoPA consente di effettuare i pagamenti alla Pubblica Amministrazione e permetterà di saldare le tasse universitarie presso qualsiasi sportello aderente al circuito (istituti bancari, poste, istituti di credito, operatori privati di pagamenti sul territorio nazionale.

Visualizza il Tutorial per l’utilizzo di PagoPA dal Portale Studenti.

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MEDICINA E CHIRURGIA

Sono uscite le graduatorie nazionali 2017/18 per l’accesso al corso di laurea di Medicina e Chirurgia. Per poterla visualizzare è necessario entrare all’interno dell’area riservata del portale studenti Universitaly e accedere alla sezione “area riservata medicina/odontoiatria”.

CONTATTI

Fabrizio Lo Verso (Coordinatore d’Ateneo) cell. 32757573628

Francesco Malluzzo (Scuola Politecnica) cell. 3913657959

Pierangela Vindigni (Scuola di Scienze di Base) cell. 3341239955

Davide Patricolo (Scuola di Scienze Umane) cell. 329772239

FOTO-PETIZIONE: "NO AL NUMERO CHIUSO AD UNIPA"

Aiutaci a dare forza alla nostra azione, contattando tutti i tuoi amici interessati e partecipando alla nostra fotopetizione sui social network per dire “NO AL NUMERO CHIUSO AD UNIPA!” 

Dobbiamo diffondere la campagna per dare un’adeguata rilevanza mediatica al problema del numero chiuso. E’ importante contattare tutte le persone interessate e aderire alla fotopetizione online.

Fatti una foto con un foglio con su scritto “NO AL NUMERO CHIUSO AD UNIPA!”, condividila sui social taggando la pagina UDU e la pagina dell’Università degli Studi di Palermo, e inviacela sulla nostra pagina Fb –> guarda qui chi ha già aderito!

La giusta pubblicità permetterebbe di far aderire molti più studenti e di dare maggiore peso al ricorso collettivo.